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Le mani della nonna arrotolano la pasta sulla spianatoia infarinata, accanto alle orecchiette appena fatte

Le guide di Vieste

Le orecchiette
della nonna

Semola, acqua e mani pazienti: così nasce il simbolo della cucina pugliese. Ti raccontiamo la ricetta come la faceva la nonna, gesto dopo gesto, per portarti a casa un po' di Puglia.

Una guida della famiglia di Villa Ulimare

Ingrandisci: Le mani della nonna mentre fanno un'orecchietta
Dalla nostra cucina

Prova a casa

Una dedica dal cuore

Grazie, nonna

Prima di cominciare questo viaggio tra farina e tradizione, voglio affidare queste parole al vento, l'unico capace di portarle fin lassù, nelle mani di una donna straordinaria: mia nonna.

A lei devo l'arte, la pazienza e l'amore per le cose genuine. Quello che stai per leggere lo devo alla sua memoria e alle sue mani sapienti.

Ogni orecchietta è un po' diversa dall'altra, come tutte le cose fatte con il cuore: è questa la sua imperfezione perfetta.

Con tutto il cuore: grazie, nonna.
Raffaele

Orecchiette appena fatte, gialle di semola

Carta d'identità dell'orecchietta

Fatta di
Semola rimacinata di grano duro e acqua
Misura
Circa 2,5 cm, a forma di piccola conchiglia
Altri nomi
A Bari «strascinate», a Taranto «recchietedde»
Il segreto
La superficie ruvida, che trattiene il condimento
Riconosciuta
Prodotto agroalimentare tradizionale della Puglia

La ricetta

Per quante persone?

Persone

Per l'impasto

  • 200400600 g di semola rimacinata di grano duro
  • 100200300 ml d'acqua tiepida, circa
  • Un pizzico di sale, se vuoi: molte nonne lo mettono solo nell'acqua di cottura

Per il condimento

  • Cime di rapa fresche, pulite
  • Olio extravergine d'oliva Dauno DOP del Gargano
  • Uno spicchio d'aglio e qualche filetto d'acciuga sott'olio
  • Peperoncino e mollica di pane tostata, se piacciono

L'acqua è circa la metà del peso della semola: versala poco alla volta, perché ogni semola ne beve un po' di più o di meno.

Le mani

Passo dopo passo

Le orecchiette non hanno un atto di nascita: c'è chi le fa arrivare dalla Provenza con gli Angioini e chi le vuole nate a Sannicandro di Bari. Un documento del Cinquecento, conservato a Bari, già le nomina. A Bari Vecchia, in via Arco Basso, le donne le fanno ancora sulla porta di casa.

  1. La fontana

    Versa la semola sulla spianatoia di legno, fai un buco al centro e aggiungi l'acqua tiepida poco alla volta.

  2. L'impasto

    Lavora con il palmo per circa dieci minuti, finché la pasta è liscia e soda. Poi lasciala riposare da 15 a 30 minuti sotto un panno.

  3. Il cordoncino

    Stacca un pezzetto e rotolalo con le dita fino a farlo spesso come una matita. Taglialo a tocchetti di circa 1 cm.

  4. Lo strascinato

    Con un coltello a punta arrotondata trascina ogni tocchetto verso di te: la pasta si arriccia come una conchiglia.

  5. Il rovescio

    Appoggia la conchiglia sulla punta del pollice e rovesciala: ecco la cupola dell'orecchietta.

  6. L'attesa

    Cuocile subito, oppure lasciale asciugare su un canovaccio spolverato di semola, con la parte concava in giù.

Il condimento

Due stagioni, due piatti

In Puglia il sugo lo decide l'orto: d'inverno le cime di rapa, d'estate il pomodoro.

Ingrandisci: Un piatto di ceramica dipinta con orecchiette, cime di rapa e mollica dorata

D'invernoda ottobre-novembre a marzo

Orecchiette con le cime di rapa

Cuoci le cime di rapa nell'acqua salata e, dopo qualche minuto, unisci le orecchiette: cuociono insieme. In padella scalda l'olio con l'aglio e lascia sciogliere le acciughe.

Scola tutto direttamente in padella e salta per un minuto. Se ti piace, un pizzico di peperoncino e la mollica tostata: un tempo la chiamavano «il formaggio dei poveri».

La Regione Puglia le conta tra i suoi prodotti tradizionali.

Ingrandisci: Capunti scuri di grano arso con pomodoro a pezzi e cacioricotta grattugiato

D'estatequando il pomodoro è maturo

Orecchiette o capunti al grano arso, con pomodoro fresco e cacioricotta

Pomodori freschi a pezzi, appena passati in padella con olio extravergine, uno spicchio d'aglio e qualche foglia di basilico.

Scola la pasta direttamente nel sugo e, nel piatto, una nevicata di cacioricotta grattugiato.

Il grano arso dà alla pasta il suo colore scuro e un sapore tostato: da dove viene te lo raccontiamo qui sotto.

Lo sapevi?

Tre numeri da ricordare

  • 10i minuti d'impasto, con il palmo della mano
  • 1 cmla misura di ogni tocchetto prima di strascinarlo
  • 2,5 cmla misura, circa, di un'orecchietta finita

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