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La chiesa di San Francesco sulla punta del centro storico di Vieste, sopra il mare turchese

Le guide di Vieste

Cosa vedere
a Vieste

Un borgo bianco aggrappato alla roccia, un mare che cambia colore a ogni ora, una leggenda dietro ogni angolo. Ecco 14 idee per vivere Vieste come la viviamo noi, che qui siamo di casa.

Una guida della famiglia di Villa Ulimare

Ingrandisci: La lunga spiaggia del Castello, o di Pizzomunno, con gli ombrelloni
Saluti da Vieste

Alle grotte, in barca

Benvenuti a Vieste

La Perla del Gargano

Vieste si affaccia sull'Adriatico dalla punta del Gargano. Il centro storico è un intreccio di vicoli bianchi e scalinate, abbarbicato alla roccia; sotto, il mare sfuma dal verde smeraldo al turchese.

In pochi minuti passi da una spiaggia di sabbia fine a una cala tra i pini, da una cattedrale di quasi mille anni a una grotta scolpita dalle onde.

Le sue spiagge sono Bandiera Blu e Bandiera Verde dei pediatri anche quest'anno: mare pulito, e a misura di bambino. Qui sotto trovi le nostre 14 idee, le stesse che raccontiamo ai nostri ospiti.

Un abbraccio da Vieste,
la famiglia di Villa Ulimare

La stele dedicata a Cristalda, davanti al mare

Carta d'identità di Vieste

Dove
Sulla punta del Gargano, in Puglia, sul mare Adriatico
Detta
La Perla del Gargano
Patroni
San Giorgio e Santa Maria di Merino
Il mare
Bandiera Blu e Bandiera Verde dei pediatri
Il simbolo
Il monolite di Pizzomunno

14 idee

Dal centro storico alle grotte

Le prime otto si fanno a piedi, in una passeggiata nel borgo antico. Le altre ti portano in mare, lungo la costa e nell'entroterra.

© OpenStreetMap

A piedi, nel centro storico

Una mattina, con calma: sono tutte vicine.

  1. Ingrandisci: Il monolite bianco di Pizzomunno sulla spiaggia, con il centro storico dietro

    Il monolite di Pizzomunno

    Inizio del lungomare Enrico Mattei

    Uno scoglio bianco di circa 25 metri, piantato nella sabbia. Per la leggenda, le sirene, gelose dell'amore tra il giovane pescatore Pizzomunno e la bella Cristalda, trascinarono lei negli abissi e mutarono lui in pietra: ogni cento anni, in una notte di luna piena, si ritrovano.

    Ascolta Max Gazzè (si apre in una nuova scheda)
  2. Ingrandisci: Il Castello Svevo con un albero e il prato fiorito di papaveri e fiori gialli

    Il Castello Svevo

    In cima al centro storico

    Nato con i Normanni, fu ricostruito per volere di Federico II dal 1242; la pianta triangolare con tre bastioni a punta risale al 1559. Ferito dalle incursioni veneziane e nella Prima guerra mondiale, domina ancora il borgo a picco sulla roccia, sopra la spiaggia che porta il suo nome; il suo colore bruno lo distingue dalle case bianche. Oggi è della Marina Militare: apre solo in rare occasioni, come il presepe vivente di Natale.

  3. Ingrandisci: Il campanile barocco della Cattedrale contro il cielo azzurro

    La Cattedrale

    Nel cuore del borgo antico

    Dedicata a Santa Maria Assunta, romanica, della seconda metà dell'XI secolo, a tre navate; nel 1981 è diventata basilica minore. Il campanile crollò nel 1772 e rinacque barocco, completato nel 1814: lo vedi da tutto il borgo, e anche dal mare. Nel 1554, durante l'assalto di Dragut, i viestani cercarono rifugio qui dentro. Dentro, il soffitto dipinto e la statua di Santa Maria di Merino, patrona della città.

  4. Ingrandisci: La pietra della Chianca Amara tra le case e le scale del centro storico

    La Chianca Amara

    Accanto alla Cattedrale

    Su questa pietra, nel luglio del 1554, i corsari di Dragut uccisero migliaia di viestani. Arrivati con settanta galee, spinti a riva da una tempesta proprio durante una festa, presero la città dopo giorni di assedio; i giovani e i più forti furono portati via sulle navi, come schiavi. La tradizione accusa del tradimento un canonico, Nerbis. Il suo nome significa «pietra amara». Fermati un istante, in silenzio: è la memoria della città.

  5. Ingrandisci: La Scalinata dell'Amore con i cuori rossi e i versi della canzone dipinti sui gradini

    La Scalinata dell'Amore

    Verso Corso Fazzini, accanto al Municipio

    Sui gradini corrono, dipinti, i versi della canzone di Max Gazzè «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno», presentata a Sanremo nel 2018.

  6. Ingrandisci: Le vetrine di conchiglie sotto le volte di pietra del Museo Malacologico

    Il Museo Malacologico

    Nel centro storico

    Oltre 15.000 conchiglie da tutti i mari del mondo, in un edificio del Seicento che un tempo fu magazzino e frantoio. Per i bambini è un forziere di tesori.

  7. Ingrandisci: La chiesa di San Francesco con il trabucco, sulla punta del centro storico

    Punta San Francesco

    La punta del borgo antico

    La chiesa a picco sul mare e, accanto, il trabucco più fotografato di Vieste.

    Leggi la guida dei trabucchi
  8. Ingrandisci: Vasi, piatti e lucerne antiche in una vetrina del Museo Archeologico

    Il Museo Archeologico

    Ex convento dei Cappuccini, sul lungomare

    Il Museo «Michele Petrone» racconta la miniera di selce della Defensola, scavata circa 7.000 anni fa, e la Tomba dell'Élite, scoperta nel 2006 sotto il Municipio.

Fuori dal centro

In barca, in auto o in bicicletta.

  1. Ingrandisci: Il borgo antico di Vieste visto dal mare: le case bianche sulla roccia, il campanile della Cattedrale e un trabucco sugli scogli

    Vieste antica, vista dal mare

    In barca, lungo la costa

    Dalla barca il borgo antico si mostra tutto intero: le case bianche aggrappate alla roccia, il campanile della Cattedrale in cima, un trabucco sugli scogli. Da terra non lo vedrai mai così.

  2. Ingrandisci: Una grotta marina ad arco con la spiaggetta dentro e il mare turchese

    Le grotte e l'Architiello

    La costa sud, verso Mattinata

    Una ventina di grotte, scolpite dal mare nella falesia bianca: la Grotta Campana, la Smeralda, quella dei Due Occhi. Si visitano in barca. Lungo la costa ti aspetta l'Architiello di San Felice, l'arco di roccia sospeso sulla baia.

  3. Ingrandisci: La baia di Portogreco con la sabbia chiara, la pineta e il mare verde

    Spiagge e calette

    A nord e a sud del centro

    Per i bambini, la sabbia fine e il mare basso della spiaggia di Pizzomunno, di San Lorenzo e di Molinella. Per chi cerca la natura, le cale di Baia dei Campi, Portogreco e della Pergola, tra i pini e la roccia bianca.

  4. Ingrandisci: Una torre di avvistamento sulla scogliera, al tramonto

    Le torri sul mare

    Lungo tutta la costa

    Dal 1563 il viceré spagnolo fece innalzare torri di avvistamento lungo la costa: fumo di giorno, fuoco di notte, per annunciare l'arrivo dei pirati. Cercale a San Felice, Gattarella, Porticello.

  5. Ingrandisci: Le tombe scavate nella parete di roccia

    La necropoli di La Salata

    Strada per Peschici, circa 7 km

    Tombe dei primi cristiani scavate nella roccia, tra una sorgente e il mare.

    Leggi la guida
  6. Ingrandisci: Un piatto di spaghetti allo scoglio con cozze, vongole e gamberi

    A tavola

    Ovunque, a Vieste

    Pesce del giorno, pasta fatta a mano e l'olio del Gargano.

    I sapori di qui

Le feste

Quattro giorni da segnare

Nei giorni di festa Vieste si riversa tutta in strada: processioni e fuochi sul mare. Se capiti in questi giorni, non perderle.

  1. aprile

    23

    San Giorgio

    Il patrono, festeggiato con la corsa dei cavalli sulla spiaggia di Pizzomunno.

  2. maggio

    9

    Santa Maria di Merino

    La patrona va in processione fino al santuario, a circa 7 km; la sera torna in città tra i fuochi della Marina Piccola.

  3. giugno

    13

    Sant'Antonio

    La festa che apre l'estate. Di giorno la fiera, con le sue bancarelle; la sera i fuochi d'artificio, per noi viestani i più belli di tutte le feste.

  4. settembre

    Inizio

    Stella Maris

    La Madonna dei marinai e dei pescatori va in processione sul mare, accompagnata dalle barche, e sulle onde si lanciano fiori. Poi tutti al porto, per la sagra del pesce.

Due piatti di Vieste: a sinistra il pancotto con le verdure, a destra i dolci tipici con i fichi secchi

A tavola

I sapori di Vieste

Il pancotto, pane raffermo cotto con le verdure: il piatto povero di casa. Il ciambotto, la zuppa dei pescatori. Le orecchiette con le cime di rapa, o con il pomodoro e il cacioricotta; i troccoli con le seppie. Il caciocavallo podolico, le melanzane e i peperoni ripieni, e su tutto un filo d'olio extravergine Dauno DOP del Gargano. E per chiudere, i dolci tipici viestani.

La ricetta delle orecchiette della nonna

Lo sapevi?

Tre numeri di Vieste

  • 25i metri, circa, del monolite di Pizzomunno
  • 1242Federico II ordina di ricostruire il castello
  • 1554l'anno del saccheggio di Dragut, ricordato dalla Chianca Amara

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