Un borgo bianco aggrappato alla roccia, un mare che cambia colore a ogni ora, una leggenda dietro ogni angolo. Ecco 14 idee per vivere Vieste come la viviamo noi, che qui siamo di casa.
Vieste si affaccia sull'Adriatico dalla punta del Gargano. Il centro storico è un intreccio di vicoli bianchi e scalinate, abbarbicato alla roccia; sotto, il mare sfuma dal verde smeraldo al turchese.
In pochi minuti passi da una spiaggia di sabbia fine a una cala tra i pini, da una cattedrale di quasi mille anni a una grotta scolpita dalle onde.
Le sue spiagge sono Bandiera Blu e Bandiera Verde dei pediatri anche quest'anno: mare pulito, e a misura di bambino. Qui sotto trovi le nostre 14 idee, le stesse che raccontiamo ai nostri ospiti.
Un abbraccio da Vieste, la famiglia di Villa Ulimare
Carta d'identità di Vieste
Dove
Sulla punta del Gargano, in Puglia, sul mare Adriatico
Detta
La Perla del Gargano
Patroni
San Giorgio e Santa Maria di Merino
Il mare
Bandiera Blu e Bandiera Verde dei pediatri
Il simbolo
Il monolite di Pizzomunno
14 idee
Dal centro storico alle grotte
Le prime otto si fanno a piedi, in una passeggiata nel borgo antico. Le altre ti portano in mare, lungo la costa e nell'entroterra.
Uno scoglio bianco di circa 25 metri, piantato nella sabbia. Per la leggenda, le sirene, gelose dell'amore tra il giovane pescatore Pizzomunno e la bella Cristalda, trascinarono lei negli abissi e mutarono lui in pietra: ogni cento anni, in una notte di luna piena, si ritrovano.
Nato con i Normanni, fu ricostruito per volere di Federico II dal 1242; la pianta triangolare con tre bastioni a punta risale al 1559. Ferito dalle incursioni veneziane e nella Prima guerra mondiale, domina ancora il borgo a picco sulla roccia, sopra la spiaggia che porta il suo nome; il suo colore bruno lo distingue dalle case bianche. Oggi è della Marina Militare: apre solo in rare occasioni, come il presepe vivente di Natale.
Dedicata a Santa Maria Assunta, romanica, della seconda metà dell'XI secolo, a tre navate; nel 1981 è diventata basilica minore. Il campanile crollò nel 1772 e rinacque barocco, completato nel 1814: lo vedi da tutto il borgo, e anche dal mare. Nel 1554, durante l'assalto di Dragut, i viestani cercarono rifugio qui dentro. Dentro, il soffitto dipinto e la statua di Santa Maria di Merino, patrona della città.
Su questa pietra, nel luglio del 1554, i corsari di Dragut uccisero migliaia di viestani. Arrivati con settanta galee, spinti a riva da una tempesta proprio durante una festa, presero la città dopo giorni di assedio; i giovani e i più forti furono portati via sulle navi, come schiavi. La tradizione accusa del tradimento un canonico, Nerbis. Il suo nome significa «pietra amara». Fermati un istante, in silenzio: è la memoria della città.
Oltre 15.000 conchiglie da tutti i mari del mondo, in un edificio del Seicento che un tempo fu magazzino e frantoio. Per i bambini è un forziere di tesori.
Il Museo «Michele Petrone» racconta la miniera di selce della Defensola, scavata circa 7.000 anni fa, e la Tomba dell'Élite, scoperta nel 2006 sotto il Municipio.
Dalla barca il borgo antico si mostra tutto intero: le case bianche aggrappate alla roccia, il campanile della Cattedrale in cima, un trabucco sugli scogli. Da terra non lo vedrai mai così.
Una ventina di grotte, scolpite dal mare nella falesia bianca: la Grotta Campana, la Smeralda, quella dei Due Occhi. Si visitano in barca. Lungo la costa ti aspetta l'Architiello di San Felice, l'arco di roccia sospeso sulla baia.
Per i bambini, la sabbia fine e il mare basso della spiaggia di Pizzomunno, di San Lorenzo e di Molinella. Per chi cerca la natura, le cale di Baia dei Campi, Portogreco e della Pergola, tra i pini e la roccia bianca.
Dal 1563 il viceré spagnolo fece innalzare torri di avvistamento lungo la costa: fumo di giorno, fuoco di notte, per annunciare l'arrivo dei pirati. Cercale a San Felice, Gattarella, Porticello.
Nei giorni di festa Vieste si riversa tutta in strada: processioni e fuochi sul mare. Se capiti in questi giorni, non perderle.
aprile
23
San Giorgio
Il patrono, festeggiato con la corsa dei cavalli sulla spiaggia di Pizzomunno.
maggio
9
Santa Maria di Merino
La patrona va in processione fino al santuario, a circa 7 km; la sera torna in città tra i fuochi della Marina Piccola.
giugno
13
Sant'Antonio
La festa che apre l'estate. Di giorno la fiera, con le sue bancarelle; la sera i fuochi d'artificio, per noi viestani i più belli di tutte le feste.
settembre
Inizio
Stella Maris
La Madonna dei marinai e dei pescatori va in processione sul mare, accompagnata dalle barche, e sulle onde si lanciano fiori. Poi tutti al porto, per la sagra del pesce.
A tavola
I sapori di Vieste
Il pancotto, pane raffermo cotto con le verdure: il piatto povero di casa. Il ciambotto, la zuppa dei pescatori. Le orecchiette con le cime di rapa, o con il pomodoro e il cacioricotta; i troccoli con le seppie. Il caciocavallo podolico, le melanzane e i peperoni ripieni, e su tutto un filo d'olio extravergine Dauno DOP del Gargano. E per chiudere, i dolci tipici viestani.